Notizie di attualità  sui mutui casa. Novità  di legge su sostituzione, portabilità  (surroga), detrazione fiscale mutui, agevolazioni mutui, nuovi mutui, andamento tassi e attese sui tassi dei mutui.

CAPIRE I MUTUI

Scopri il risparmio Tele Mutuo

Calcola
Preventivo
Richiedi
Tele Mutuo

Notizie di attualità  sui mutui

LE RICHIESTE DI MUTUO A TASSO VARIABILE SUPERANO QUELLE A TASSO FISSO


Nessuno lo immaginava con tassi fissi così bassi. Invece un'economia che non prende quota con la forza sperata ha indotto la Banca Centrale a rinviare oltre le aspettative le azioni in grado da far riprendere quota ai tassi. E chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile se la ride mentre paga un interesse ormai quasi pari a zero. E' il protrarsi di questa situazione a incoraggiare un forte ritorno della tendenza verso il tasso variabile. Al punto che nell'ultimo trimestre le richieste a tasso variabile hanno superato quelle a tasso fisso (Fonte: Bussola CRIF MSM). Per approfondire un'ipotesi di cambiamento nel tuo caso esamina la pagina che inaugura la nuova rubrica 'Le riflessioni dell'esperto' sul sito Tele Mutuo: Mutui a tasso variabile. Oggi meglio che a tasso fisso?





IL VARIABILE CHE VINCE SUL FISSO. LE PREVISIONI PER I PROSSIMI 5 ANNI.


Quando le offerte di mutuo a tasso fisso costano poco diventa naturale che tutti scelgano questa formula. Eppure non rappresenta sempre la più conveniente. Soprattutto nel caso dei mutui di durata 10 o 15 anni la soluzione a tasso variabile appare ben più promettente in termini di risparmio. Ovvio che qualsiasi considerazione deve basarsi sulle previsioni dell’Euribor, che regola l’andamento dei mutui a tasso variabile, e sulla loro attendibilità. Dove trovarle? Fino a che punto sono affidabili? Scoprilo nel video Previsioni Euribor per i prossimi 5 anni.




QUELLO CHE IL TAEG DEL MUTUO NON DICE


Il TAEG rimane l'indice più sincero e attendibile del costo di un mutuo. Ma non bisogna fare l'errore di basare la scelta unicamente su questo valore. In un contratto di mutuo ci sono aspetti complementari non meno importanti. E se il tasso è variabile, il TAEG è in grado di mostrare soltanto la situazione iniziale. Pregi e limiti del buon indicatore nel video sul TAEG del mutuo.




I MUTUI E IL TRUCCO DEGLI ARROTONDAMENTI MAGGIORATI


Arrotondare è un'esigenza contabile. Ma fino a che può il tasso di mutuo può essere ragionevolmente incrementato dalla banca? Il video documenta una vera e propria esagerazione. E spiega dove verificare quanto pesano nel caso del tuo contratto, di solito in un documento che nessuno legge. Scopri tutto nel video sugli arrotondamenti dei mutui.




IL TRUCCO DELL'EURIBOR CONVENZIONALE


Sono stati in molti a sottoscrivere senza accorgersene un vincolo alla discesa del tasso variabile del mutuo. Il nuovo video di TeleMutuo spiega come verificare se è il tuo caso. E anche come i nuovi contratti di mutuo possono contenere la stessa restrizione attraverso il meccanismo del cosiddetto Euribor convenzionale. Provocando una maggiorazione in interessi di migliaia di Euro. Guarda il video sul tasso minimo dei mutui.




QUELL'INDICE CHE PUO' PROTEGGERE GRATIS IL TUO MUTUO E NON LO SAI


Da quando gli Euribor sono diventati negativi il tasso di riferimento della BCE, che è rimasto a zero, non è più di moda. Ma per i mutui non va dimenticato. Anzi, potrebbe diventare una concreta salvaguardia in vista della crescita dei tassi nei prossimi anni. E in molti casi senza spendere un Euro per averlo. Tele Mutuo spiega in che modo potrebbe diventare vantaggioso. Guarda il video sul tasso BCE per i mutui.




QUEL TASSO FISSO CHE NESSUNO SA


Sembra incredibile, ma quando vai in banca a chiedere un mutuo a tasso fisso quello che ti propongono non è il tasso che pagherai. Possibile? La realtà è che non ci sono banche disposte a garantire che il contratto di mutuo verrà regolato al tasso in vigore al momento della richiesta. Il tempo che intercorre fino all'erogazione del mutuo può riservare sorprese, soprattutto quando ci si attende una crescita del costo del denaro. Ci si può tutelare? Su questi temi si sviluppa il Video di Tele Mutuo sul tasso fisso.




SCEGLIERE L'EURIBOR MIGLIORE E RISPARMIARE 5.000 EURO SUL MUTUO


I mutui a tasso variabile vengono agganciati all'Euribor, ma di Euribor ce ne sono una dozzina. Quale scegliere per risparmiare? Tele Mutuo ha effettuato un'indagine sull'andamento dei valori negli ultimi 15 anni. Nel video appena pubblicato spiega i risultati individuando l'Euribor da preferire quando si sceglie un mutuo a tasso variabile. Con risparmi tutt'altro che trascurabili. Video sull'Euribor migliore per i mutui.




LE GARANZIE DI UN PREVENTIVO DI MUTUO SECONDO NORMATIVA


Troppo spesso i preventivi di mutuo vengono rilasciati su un pezzo di carta scritto a mano o come semplici stampate del monitor di un computer. Ma così l'incompletezza è implicita e le sorprese incombono. Scopri quali sono i documenti che la normativa ti autorizza a richiedere per conoscere in anticipo tutte le caratteristiche del mutuo che ti viene proposto. Video sui preventivi di mutuo




COME SCOPRIRE SE IL TASSO DEL MUTUO E' QUELLO VERO


Qual è il tasso vero di un mutuo a tasso variabile? Ci sono casi in cui il tasso usato per la pubblicità non corrisponde a quello calcolato con i criteri definitivi e risulta valido solo pochi mesi. Poi, quando cresce passando a quello vero, il debitore può pensare sia per effetto della variabilità. Ma gli strumenti informativi oggi disponibili consentono facilmente di accorgersene in anticipo. Basta seguire le semplici indicazioni contenute in questo breve VIDEO.




NUOVA SERIE VIDEO: MUTUO SENZA FREGATURE - COSA SAPERE


Nuova miniserie di video per chi cerca un mutuo e vuole sapere come evitare cantonate. Sono una ventina gli argomenti destinati alla playlist dedicata a chi sta cercando un mutuo o pensa di sostituire quello che sta pagando. Spiegazioni concise contenute normalmente in due minuti ciascuna con cui l'amministratore di TeleMutuo, Luca Parisotto, cerca di spiegare con semplicità gli stratagemmi contrattuali a cui fare attenzione o provvede suggerimenti sui dettagli importanti nella scelta di banca e mutuo. Puoi cliccare sul link alla fine di questo articolo per vedere il primo video della serie intitolato Tasso fisso che… fisso non è.




MUTUI A TASSO VARIABILE: ATTENTI AL TASSO MINIMO!


Possono sembrare identici ma poi differire in spesa per migliaia di Euro. Succede quando un contratto include la clausola floor. Per chiarire di che si tratta Tele Mutuo ha realizzato un nuovo video, spiegando come funzionava con i vecchi mutui e come questo meccanismo stia vivendo una nuova giovinezza con i nuovi contratti di mutuo. Trovi qui il video sul tasso floor. Se invece e preferisci leggere le spiegazioni puoi andare alla pagina di approfondimento sul tasso minimo.




PREVENTIVI COMODAMENTE PARAGONABILI CON IL NUOVO PIES


La normativa sui mutui entrata in vigore il 1° novembre ha imposto alle banche di presentare le loro offerte di mutuo con un formato standardizzato chiamato PIES. I clienti potranno così paragonare più facilmente le proposte di banche diverse, confrontando le sezioni del prospetto, identiche per tutti. Il PIES rappresenta una riformulazione del precedente ESIS ideato quasi 20 anni fa. Si articola analogamente in 15 punti che però differiscono in parte dai contenuti dal precedente, intendendo presentare agli interessati ai mutui una quantità maggiore di informazioni. Quali sono i nuovi utili elementi? Li puoi analizzare nella pagina di approfondimento curata da Tele Mutuo sul Prospetto PIES




CASA ALLA BANCA DOPO 18 RATE DI MUTUO NON PAGATE?


E' vero che se non paghi 18 rate di mutuo la banca diventa padrona della casa? La nuova normativa sui mutui ha messo in subbuglio la stampa e perfino al politica. La realtà però è tutta diversa. Si tratta di una bella opportunità che le banche potrebbero mettere a disposizione dal 1° novembre. Leggi le spiegazioni nella pagina dedicata o guarda la spiegazione video.




QUANTO GUADAGNA LA BANCA SUL TUO MUTUO? GUARDA IL VIDEO!


Con questo filmato TeleMutuo inaugura una serie di video dedicata a curiosità e informazioni utili sui mutui. Sarà l'amministratore Luca Parisotto a spiegarli facendo affidamento sui suoi 30 anni di esperienza. Con l'obiettivo di trasmettere in termini pratici e spesso vantaggiosi ciò che deve sapere chi sta pagando un mutuo o lo vuole accendere. Video YouTube




MUTUI A TASSO FISSO A PARTIRE DALL'1%


Perfino noi di TeleMutuo che da decenni lavoriamo ogni giorno sui tassi siamo rimasti a bocca aperta! Anni fa guardavamo i nostri clienti stupirsi quando vanivano a sapere del fantastico 1,5% variabile a cui il fortunato popolo giapponese poteva contrarre il debito per comprare la casa. E all'epoca Continua a leggere del mutuo a tasso fisso all'1%...




IL MUTUO NON BASTA? HAI UN ANNO DI TEMPO PER AUMENTARLO


E' questa la promessa racchiusa nell'ultima invenzione di Intesa Sanpaolo. Un'idea insolita, ma forse naturale per chi ha esperienza nel fare mutui. E' ormai provato che quasi tutti richiediamo alla banca un importo inferiore al necessario, non tanto rispetto alle spese di compravendita e trasloco, quanto per le uscite che si susseguono nei mesi successivi Continua a leggere del mutuo che si può aumentare...




SOLO 5 GIORNI PER IL MUTUO


I tassi dei mutui, ai minimi storici e comunque molto più bassi di quanto il più ottimista degli analisti avrebbe mai potuto immaginare, sono una realtà presumibilmente destinata a durare qualche anno. Mancando spazi per rilanci all'ulteriore ribasso cominciano ad affacciarsi iniziative bancarie per attrarre clientela con argomenti diversi dal prezzo. E qual è una delle esigenze più sentite? Continua a leggere del mutuo in pochi giorni...




MUTUI: PAGARE IL 2% FINO… ALLA PENSIONE


Non molto tempo fa sarebbe sembrata fantascienza. E invece, complice la necessità per i governi di favorire una ripresa che stenta a decollare, i tassi a lungo termine sono finiti letteralmente al tappeto. Così chi si indebita per lunghi periodi può approfittarne e garantirsi una spesa perfino ridicola per rimborsare il finanziamento. L'ultima incredibile novità è un mutuo al 2% fisso per 40 anni! Tradotto in cifre vuol dire pagare mediamente 1.000 Euro all'anno di interessi su un mutuo di 100.000 Euro, che diventano 810 se si considera il beneficio fiscale. La metà di quanto si sarebbe speso sottoscrivendo il mutuo solo un anno fa, addirittura un decimo rispetto ai saggi di interesse degli anni 80, quando esplose la corsa al mattone. E' solo naturale che quando le economie torneranno a stabilizzarsi, tra qualche anno, anche i tassi di interesse raggiungeranno nuovamente valori normali. Chi si troverà nel cassetto un contratto al 2%, inamovibile dalle mutate circostanze, disporrà di un tesoro da tenersi stretto.




ARRIVA LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA: TI DO LA CASA E MI AZZERI IL MUTUO


E' una nuova direttiva europea sul credito ipotecario a raccomandare una legge che autorizzi a prevedere la consegna al creditore del bene a garanzia invece del rimborso del finanziamento. Per esempio chi non riesce a pagare il mutuo potrebbe cedere la casa ipotecata alla banca, fermo restando il diritto di incassare le somme eccedenti il debito al momento della successiva vendita a terzi. Una normativa ben fatta potrebbe rappresentare un'utile via d'uscita per i debitori in difficoltà, consentendo loro di ritrovare serenità quando le circostanze rendono impossibile pagare le rate e un mercato immobiliare debole non riesce ad assorbire l'immobile. In questo modo si determinerebbe la possibilità per le banche di disporre subito della proprietà immobiliare senza attendere i tempi della giustizia, dilatati abitualmente intorno ai 7 anni. Nonostante l'apparenza questo non deve essere visto come un danno, infatti la direttiva europea è indirizzata al benessere del consumatore. Abbreviare i tempi mitigherebbe le conseguenze di un debito che continua a lievitare per via di interessi e spese legali fino al punto di risultare superiore al prezzo di realizzo tramite collocazione all'asta. Con conseguente grave danno per la povera famiglia che oltre a perdere la casa si trova così a dovere ancora al finanziatore tutte le differenze insoddisfatte dalla vendita, che avviene a prezzi spesso ridicoli invece che a quelli di mercato. E più in generale si assisterebbe ad una maggiore disponibilità delle banche a rilasciare mutui, necessità più che sentita dalla popolazione per via dell'eccesso di prudenza nei confronti delle famiglie tipico del nostro sistema bancario. Un percorso legislativo comunque difficile in Italia, dove la Costituzione vieta il cosiddetto patto commissorio, cioè proprio ciò che la direttiva europea incoraggia. Cosa ne verrà fuori? Lo sapremo entro il 21 marzo, termine per l'approvazione della normativa. Sperando che la redazione della legge non sia affidata a politici preoccupati solo di quello che scriveranno i giornali, ma ad autentici tecnici interessati al benessere a lungo termine di chi, per le circostanze della vita, si trova ad affrontare la disperazione di un debito divenuto impossibile da restituire. Qualunque sia il contenuto del dispositivo, varrà soltanto per i nuovi contratti. Chi il mutuo lo sta già pagando difficilmente sarà interessato alla novità. Salvo che la relativa applicazione non venga espressamente autorizzata anche nel caso dei vecchi mutui, ferma restando la consapevole adesione degli interessati, ovviamente solo in caso di difficoltà.




L'ACQUISTO DELLA PRIMA CASA IN LEASING TRA ONERI E OPPORTUNITA'


Durante la notte del 15 dicembre la Commissione Bilancio ha approvato un emendamento che renderà possibile acquistare la casa attraverso il meccanismo della locazione finanziaria, già usato dalle aziende per l'acquisto di beni e immobili strumentali. Quali sono i vantaggi? Per le imprese il leasing immobiliare determina il beneficio di ridurre la tassazione nel corso del pagamento. Nel caso dei privati questo non è normalmente possibile salvo speciali previsioni, che in questo caso sono state inserite ma limitatamente ai soggetti con meno di 35 anni e reddito inferiore ai 55.000 Euro annui. Chi rientra in questa categoria potrà beneficiare di una detrazione fiscale del 19% sui canoni mensili (i corrispondenti delle rate di mutuo) fino a 8.000 euro all'anno, come anche sul riscatto finale entro 20.000 Euro. Anche in questo caso favorito resta tuttavia da vedere quanto l'operazione possa rivelarsi economicamente vantaggiosa. Ciò perché il contratto di leasing comporta due trasferimenti di proprietà. All'inizio l'immobile va intestato alla società di locazione finanziaria e al termine del pagamento dev'essere rogitato nuovamente, a favore del conduttore acquirente, con l'effetto di pagare due volte i costi notarili e le imposte di acquisto. Tutti costi che ovviamente ricadranno direttamente o indirettamente sull'utilizzatore. Quanto ai tassi applicati al contratto non potranno essere inferiori a quelli già molto favorevoli dei mutui ipotecari, più facilmente potrebbero risultare un pochino più alti. In generale non sembra quindi di intravedere benefici sul fronte economico, probabilmente il contrario. Invece, fermo restando un interesse delle società di locazione finanziaria verso questa nuova opportunità tutto da verificare, i vantaggi potrebbero essere giocati sul fronte della minore necessità di tutele per il finanziatore. Poiché l'immobile viene intestato direttamente alla società di leasing, questa potrebbe essere disposta a richiedere minori garanzie di quelle pretese normalmente dalla banca per concedere un mutuo. Diventa inoltre più facile superare il consueto limite dell'80% del prezzo di acquisto. Situazione che in questo caso non implica nemmeno l'aggravio di costo delle polizze fideiussorie, che la legge impone come obbligatorie nel caso dei mutui oltre tale soglia. Con un effetto che in tali casi tenderebbe a calmierare i maggiori oneri del leasing. In tal senso potrebbe aprirsi la strada a una platea di volenterosi acquirenti che pur disponendo della possibilità di onorare le rate non riescono a ottenere un mutuo, o non dispongono di sufficiente liquidità per restringere il finanziamento all'80%. E sono in molti. Per tutti loro la novità potrebbe rivelarsi un'inaspettata concreta opportunità di realizzare il sogno di una casa propria.




MUTUI IN RIPRESA O FLESSIONE? L'INFINITA POLEMICA SUI NUMERI.


L'Associazione Bancaria Italiana comunica una ripresa del 20%, il Codacons denuncia un crollo del 72%. Chi ha ragione? Come sempre è vero che ai numeri si può far dire quello che si vuole. L'ABI considera le erogazioni del primo trimestre 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013. Il Codacons paragona invece i dati di oggi a quelli di 6 anni fa. La conclusione è che siamo lontanissimi dai fasti della massima espansione immobiliare, ma è anche vero che dopo una flessione che sembrava infinita siamo rimbalzati verso l'alto. Certo il recupero richiederà molto tempo, tanto che il ripristino di valori soddisfacenti viene immaginato da alcuni analisti per il 2020. Anche per un semplice effetto matematico che siamo abituati a incontrare in ambito azionario. Se un titolo che vale 100 perde il 70% conseguirà un valore di 30. Se poi il mercato si espande di un analogo 70% il titolo non ritorna a 100, ma a 51. La percentuale è la stessa ma il valore del "moltiplicando" differisce. Un'osservazione sincera porta dunque a concludere che la ripresa pare finalmente cominciata, ma il percorso di recupero sarà lunghissimo. Se la politica l'aiuterà eviteremo quei fastidiosi periodici stop in grado di rallentarlo ulteriormente. Ma vista la lunghezza del periodo, qui forse ci troviamo già nel campo delle illusioni.




SUPERATO IL PUNTO PIU' BASSO. CREDITO FINALMENTE IN RIPRESA.


L'osservatorio di UniCredit rileva che il credito è ripartito. Secondo Federico Ghizzoni, amministratore delegato della banca, i dati lasciano intendere che abbiamo superato il punto più basso. Con tutte le riserve del caso visto che si tratta di una ripresa lieve e "a macchia di leopardo" nel contesto delle aziende. Quindi nessun canto di vittoria, ma una sensazione tutto sommato condivisa da molti operatori del credito che lascia intendere spazi di rinascita. Come d'altra parte sta dimostrando il crescente interesse delle banche verso i mutui, sino a pochi mesi fa poco ricercati da molti dei nostri istituti di credito. Che ora invece investono perfino nella costosa comunicazione televisiva per conquistare quote di mercato.




DUE MESI DI PROROGA PER LA SOSPENSIONE DELLE RATE DI MUTUO


In ritardo ma è arrivato. Il rinnovo dell'accordo con l'ABI (l’Associazione Bancaria Italiana) per la sospensione del pagamento della rata di mutuo delle famiglie in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro torna in vita, anche se per poco.

La proroga, che è di soli due mesi, riguarderà gli eventi che si verificheranno entro la fine di febbraio, anche se come sempre ci sarà un ulteriore mese a disposizione per la presentazione della domanda alla propria banca.

La limitazione temporale sembra voglia costituire uno stimolo al Governo affinché attivi in tempi brevi la piena funzionalità del "Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa”.





STABILITI I REQUISITI MINIMI PER LA POLIZZA VITA DA ABBINARE AI MUTUI


Considerato che la normativa consente ormai alle banche di pretendere che i debitori stipulino una polizza vita per ottenere il mutuo, diventa ancora più importante impedire comportamenti scorretti rispetto al contratto da sottoscrivere. Infatti, se da una parte la polizza può essere resa obbligatoria, dall'altra è facoltà del cliente scegliere una soluzione presso la Compagnia di suo gradimento, non necessariamente quella suggerita dal finanziatore.

Ad evitare che gli istituti di credito impongano requisiti assicurativi anomali per favorire il proprio partner assicurativo, sono state definite dall'ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) le caratteristiche che rendono una polizza accettabile per qualunque banca. I termini principali riguardano il rischio assicurato, che dev'essere la morte per qualsiasi causa, eccetto quando provocata da dolo del contraente, dell’assicurato o dei beneficiari, rischi catastrofali o suicidio; quest'utimo però solo se verificatosi nei primi due anni dalla stipula.

Il capitale da assicurare dev'essere almeno pari al debito residuo del mutuo e pertanto può essere decrescente. Questo costituisce un enorme vantaggio perché così il premio da corrispondere si riduce consistentemente, in quanto man mano che si invecchia - e aumentando il rischio statistico di morte la polizza costa di più - la cifra assicurata si riduce. Com'è presumibile la durata della copertura deve coincidere con quella di durata del mutuo. Mentre il pagamento può essere corrisposto interamente in unica soluzione all'inizio, risparmiando qualcosa, o frazionato annualmente. Soluzione obiettivamente più pratica perché evita di sborsare subito migliaia di Euro, oltre a tutte le altre spese.





PROROGA A FINE 2012 PER SOSPENDERE IL PAGAMENTO DEL MUTUO


Si tratta di un'apprezzabile estensione della durata del provvedimento che ha già aiutato 68.000 famiglie trovatesi in serie difficoltà a rimborsare il mutuo a seguito di perdita del lavoro, ingresso in cassa integrazione, perdita dell'autosufficienza o decesso di un debitore.

Vengono così concessi 12 mesi di sospensione dai pagamenti. Non un regalo, perché le quote andranno comunque rimborsate in coda al mutuo, ma un po' di sollievo in attesa di tempi migliori.

I nuovi termini prevedono la certezza di ottenere la dilazione per le famiglie che si trovano ad affrontare uno degli eventi previsti, quelli sopra indicati, entro la fine del 2012. La domanda potrà essere presentata alla banca che ha concesso il mutuo entro il 31 gennaio 2013.





CONTO CORRENTE NON OBBLIGATORIO PER CHI ACCENDE UN MUTUO


La Legge n. 27 del 24 marzo 2012, il cosiddetto Decreto Liberalizzazioni, esprimendosi in materia di mutui contiene la disposizione che vieta alle banche di imporre l'apertura del conto corrente al cliente che accende il finanziamento. Intervenendo con una modifica all'articolo 21 del Codice del Consumo stabilisce che "E' considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente... all'apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario."

Chiaramente un conto corrente di appoggio per pagare il mutuo non può che rappresentare un vantaggio, tanto più se è amministrabile on line. Ma è lecito che sia l'utilizzatore a decidere se intrattenerlo o farne a meno. Peraltro la possibilità di non accettarne la sottoscrizione indurrà le banche a rilasciare proposte con caratteristiche più competitive di quanto non farebbero se l'apertura del conto costituisse un meccanismo obbligatorio per avere il denaro.




GARANTITA LA LIBERTA' DI SCELTA PER LA POLIZZA VITA ABBINATA AL MUTUO


La nuova regolamentazione sulle polizze vita che in molti casi le banche chiedono di agganciare ai mutui investe due aspetti, riveduti entrambi nell'ottica di tutelare la libertà di scelta del debitore. Il primo riguarda il beneficiario della polizza che ora può essere liberamente scelto dall'assicurato e perfino cambiato a suo piacimento nel corso del tempo, come previsto dal provvedimento dell'ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). Peraltro, secondo le nuove disposizioni, la banca non potrà più ricoprire sia il ruolo di venditore della polizza che quello di beneficiaria.

Il secondo aspetto è correlato invece alla Legge 27/2012, secondo cui se la banca condiziona l'erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita è tenuta a sottoporre al cliente almeno i preventivi di due differenti gruppi assicurativi. Sempre secondo il dispositivo, il cliente può preferire anche un'altra polizza che è libero di cercare per suo conto sul mercato, senza per questo subire aggravi di spesa sul fronte del mutuo.

Va detto che se da una parte i provvedimenti daranno maggiore autonomia al cliente in fatto di opportunità, dall'altra hanno espressamente autorizzato gli istituiti di credito a "condizionare l'erogazione del mutuo" alla presenza di un'assicurazione sulla vita. Se da un punto di vista generale l'imposizione della protezione assicurativa contro il rischio peggiore è certamente raccomandabile in presenza di familiari conviventi, bisogna ammettere che risulterà un aggravio oneroso e superfluo per coloro che, come i single, non hanno interesse a tutelare qualcuno.





ANCORA 6 MESI PER SFRUTTARE LA SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI


Con una situazione del mercato del lavoro che non rialza la testa appare assolutamente giustificata la nuova proroga dei termini per la richiesta della sospensione delle rate nei casi di motivata difficoltà nei pagamenti delle rate di mutuo correlata a perdita del lavoro o ingresso in cassa integrazione; ma resta applicabile anche in circostanze ancora più gravi come sopravvenienza della mancanza di autosufficienza o morte di uno dei debitori. Si potrà così richiedere l’agevolazione per situazioni verificatesi fino al 30 giugno 2012, con la possibilità di procedere con le formalità fino al successivo 31 luglio.

Oltre 50.000 famiglie hanno aderito finora a questa indispensabile iniziativa. Come in passato non si tratterà di un regalo. Le rate sospese verranno spostate alla fine del mutuo ed i maggiori interessi dovuti risulteranno comunque a carico dei debitori, che se li ritroveranno distribuiti su tutte le rate mancanti.

Per chi sta affrontando la drammaticità della perdita del lavoro rappresenta tuttavia una buona soluzione per riprendere fiato e cercare di correre ai ripari. Nei 12 mesi di sospensione “autorizzata” si può sperare di trovare un nuovo impiego e ripartire con pagamenti regolari.





GARANZIE STATALI PER I MUTUI AI PRECARI CHE DIFFICILMENTE FUNZIONERANNO


Quando si chiede un mutuo, si sa, la banca vuole garanzie. E un contratto a tempo determinato non è certo il miglior biglietto da visita con cui presentarsi. A livello normativo qualcosa è cambiato: lo Stato si rende ora disponibile a fare da garante al richiedente in modo da convincere la banca a concedere il mutuo. In caso di difficoltà nel rimborso delle rate un apposito fondo di garanzia interverrà a tutela del credito. E' quanto previsto dall'accordo tra ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Ministero della Gioventù. Il paracadute per la banca è applicabile a mutui fino a 200.000 Euro destinati all'acquisto dell'abitazione principale purché di dimensione inferiore ai 90 metri quadrati. Possono usufruirne i coniugi oppure i single con figlio a carico che non abbiano ancora compiuto 35 anni, dotati di un reddito ISEE non superiore a 35.000 Euro e che non dispongano di altri immobili abitativi, salvo quelli ricevuti in eredità. Trattandosi di un Fondo destinato ai "precari" un requisito fondamentale è ottenere il proprio reddito da contratti a tempo determinato (almeno per metà delle entrate familiari). Il problema più grosso sembra però dipendere da quella che a giudizio del legislatore doveva essere una protezione per i richiedenti. Al riguardo è stato stabilito un limite al margine di guadagno della banca, con uno spread massimo che oscilla tra l'1,20% e l'1,50%. Sebbene oltre una trentina di banche abbiano aderito all'iniziativa in estate, in seguito al pesante aumento del costo del denaro riscontrato in autunno l'applicazione di simili spread renderebbe oggi l'operazione di mutuo anticonveniente. C'è dunque da attendersi una sostanziale resistenza degli istituti a concedere i mutui nonostante la garanzia dello Stato, almeno fino a quando il tasso applicabile non verrà liberalizzato o adeguato ai ben più alti standard attuali.




PROROGA SULLA SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA'


E' stato esteso l'accordo tra le associazioni dei consumatori e l'Associazione Bancaria Italiana inteso a sospendere i pagamenti delle rate di mutuo da parte di famiglie che hanno incontrato difficoltà particolarmente serie come perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, morte o ingresso in cassa integrazione di uno dei debitori.

In considerazione del protrarsi della difficile situazione economica l'agevolazione precedentemente limitata agli eventi verificatisi nel corso del biennio 2009-2010 potrà ora riguardare anche i fenomeni occorsi fino alla fine del 2011. Le famiglie avranno tempo fino al 31 gennaio 2012 per farne richiesta alla propria banca, sempre che questa abbia aderito all'iniziativa, ma lo hanno fatto la stragrande maggioranza.

L'accordo non impone l'applicabilità a coloro che hanno già usufruito della moratoria. Né a chi supera i valori previsti in merito a reddito ed importo di mutuo. Trattandosi tuttavia di limiti minimi, non è esclusa la possibilità che la specifica banca si renda disponibile a concedere la dilazione anche a chi non rientri strettamente nell'elenco dei requisiti. Le famiglie che stanno attraversando un periodo difficile faranno dunque bene a valutare con la banca l'opportunità di applicazione della facilitazione.





RINEGOZIAZIONE DEL MUTUO OBBLIGATORIA PER I MENO ABBIENTI


Passare dal tasso variabile a quello fisso? Ora è un diritto sancito dalla Legge, almeno per le famiglie meno facoltose. Chi ha contratto un mutuo di importo inferiore a 150.000 Euro e dispone di meno di 30.000 Euro di reddito Isee (indicatore che oltre alle entrate tiene conto della composizione familiare e del patrimonio di appartenenza), potrà pretendere dalla banca il passaggio al tasso fisso.

Il nuovo tasso verrà calcolato sommando l'IRS 10 anni del momento allo spread del contratto in corso a tasso variabile. Salvo che la durata residua del mutuo risulti inferiore a 10 anni, nel qual caso si utilizzerà l'IRS correlato a tale minore periodo, abitualmente più favorevole al consumatore.

Oltre al cambio di tipologia il Decreto Sviluppo concede anche la facoltà per il cliente di allungare la durata fino a 5 anni, purché ciò non comporti un'estensione del rimborso superiore a 30 anni dal momento della rinegoziazione.

In considerazione dell'usuale minore incidenza dell'IRS a 10 anni rispetto a quelli di durate superiori usati per i nuovi mutui, questa soluzione dovrebbe risultare più vantaggiosa del ricorso alla surroga almeno per la clientela che ha contratto mutui caratterizzati da 15 o più anni di vita residua. Per richiedere la variazione ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2012.





CANCELLAZIONE AUTOMATICA DELL'IPOTECA RISTRETTA AI MUTUI FONDIARI


Una brutta notizia per chi ha contratto un mutuo ipotecario non fondiario. Oltre a qualche modesta limitazione nei diritti che la normativa attribuisce da tempo ai debitori dei mutui fondiari, dal 2011 si aggiunge un costo supplementare per chi intende cancellare l'ipoteca. Dal 2007 era infatti possibile ottenerla in modo automatico e senza spese, indipendentemente dal fatto che il mutuo fosse fondiario o meno.

La nuova normativa (Decreto Legislativo 141/2010) ha invece posto in relazione tale opportunità con l'articolo 40 bis del Testo UnicoBancario, che riguarda espressamente i mutui fondiari. Ne consegue che il beneficio resta conseguentemente destinato a tali specifici contratti, escludendo di fatto tutti gli altri. Per questi ultimi ciò può voler dire spendere quasi un migliaio di Euro per sostenere la parcella di un notaio che andrà incaricato di farsi sottoscrivere dalla banca ex creditrice un atto di assenso alla cancellazione, da presentare poi alla Conservatoria dei Registri per annotare la formalità.

La questione ha sollevato numerose e motivate polemiche, tanto che perfino la commissione Finanze della Camera in una risoluzione approvata all'unanimità ha chiesto di adottare "quanto prima una norma interpretativa" per tornare ad estendere il beneficio alle ipoteche dei mutui non fondiari. Questo lascia ben sperare. E raccomanda di non correre dal notaio a cancellare l'ipoteca del mutuo non fondiario, salvo che ciò non sia strettamente necessario come quando si sta effettuando la vendita dell'immobile. Probabilmente con un po' di pazienza si potrà assistere all'emanzaione di una norma, capace di rimediare al "pasticcio" che ha danneggiato probabilmente senza intenzionalità i titolari dei mutui non fondiari.




FINALMENTE OPERATIVO IL FONDO DI SOLIDARIETA' PER I MUTUI IN DIFFICOLTA'


Il Fondo di Solidarietà per i mutui disposto dalla Finanziaria del 2008 è finalmente divenuto accessibile alle famiglie in difficoltà con i pagamenti. Dal 15 novembre è infatti consentito inoltrare alla propria banca la richiesta di sospensione temporanea dei pagamenti.

Se la domanda viene accolta, per 18 mesi al massimo ci si potrà limitare a pagare la sola quota di interessi relativa allo ‘spread’, mentre il costo del denaro verrà finanziato a fondo perso dalla Consap, la società che gestisce il Fondo per conto del Ministero delle Finanze. Le quote di capitale dovranno comunque essere rimborsate dalla famiglia, ma in coda al mutuo la cui durata dovrà perciò aumentare di un periodo uguale a quello della sospensione.

L’accesso al Fondo non è consentito a tutti. Esso risulta infatti possibile solo a chi ha contratto un mutuo prima casa di importo inferiore a 250.000 Euro e che dispone di un reddito equivalente Isee inferiore a 30.000 Euro annui. Inoltre devono sussistere specifici requisiti di necessità correlati a perdita del lavoro, morte o subentrata mancanza di autosufficienza di un familiare, manutenzione straordinaria sull’abitazione o consistente aumento della rata per effetto dell’aumento dei tassi.

Non ultimo, bisognerà arrivare prima che il Fondo si esaurisca. La dotazione dovrebbe infatti bastare per soddisfare circa 5.000 richieste. Chi è interessato potrà trovare la necessaria modulistica all’indirizzo Web www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa.





UN ANNO DI SOLLIEVO PER CHI SI TROVA IN DIFFICOLTA’ CON LE RATE


Non è per tutti, ma almeno chi vive situazioni di disagio economico correlate agli eventi drammatici contemplati dalla normativa potrà tirare un sospiro di sollievo. Si tratta della possibilità di sospendere il pagamento della rata di mutuo per un periodo fino a 12 mesi, la cosiddetta moratoria dei mutui inserita nel Piano Famiglie. Vediamo chi può rientrarvi.

In primo luogo la moratoria può essere conseguita solo dai clienti delle 197 banche che hanno aderito all’iniziativa, che rappresentano un buon 70% degli sportelli bancari italiani. Il provvedimento riguarda i mutui di importo inferiore a 150.000 Euro ottenuti per acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale e vale per i clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, soggetti nel biennio 2009 e 2010 a eventi particolarmente negativi, come morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza o ingresso in cassa integrazione di uno dei debitori. La misura si applica anche nei confronti dei clienti che presentano ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi. Tali limiti rappresentano tuttavia criteri minimi, che ogni banca potrà estendere in modo favorevole alla clientela in difficoltà.

La richiesta va opportunamente documentata e quindi inoltrata alla propria banca, che avrà 45 giorni di tempo per accertare la sussistenza delle condizioni che aprono la porta alla moratoria del mutuo e disporre la sospensione desiderata. Gli istituti non sono però costretti a concedere l’interruzione del pagamento dell’intera rata; alcuni si limiteranno infatti al rinvio della sola quota capitale, che è tanto più modesta quanto più il mutuo è lungo e giovane. La dilazione non rappresenta un regalo in termini finanziari. Il rinvio dei pagamenti comporterà in ogni caso un ricalcolo degli interessi, la cui crescita sarà proporzionale alle somme rimandate al futuro, alla lunghezza del rinvio e ovviamente al tasso di interesse contrattuale.

Oltre all’allungamento del mutuo per via dell’aggiunta in coda delle quote capitale non pagate, dalla fine della sospensione si dovranno affrontare rate più alte per integrarvi le quote interessi non sostenute alla loro scadenza naturale. Ogni banca deciderà la lunghezza del periodo su cui distribuirle, facendo in modo di evitare che una volta superata la fase critica non ne subentri un’altra.





MAGGIORE CHIAREZZA PER CHI E’ IN CERCA DI UN MUTUO


Dal 1° gennaio è andato in vigore il provvedimento della Banca d’Italia che intende rendere più trasparenti le operazioni bancarie, tra cui i mutui.

Nel loro caso, oltre alla documentazione già prevista dalla precedente normativa, al cliente dovrà essere fornita la nuova “Guida pratica al mutuo: Il mutuo per la casa in parole semplici” e il Foglio Comparativo dei mutui offerti, che specificando le caratteristiche delle diverse soluzioni proposte dalla banca consente di comprenderne meglio la differenze, favorendo una scelta più consapevole.

Nella fase di istruttoria il cliente potrà poi acquisire una copia del contratto di mutuo (quello che si firma dal notaio). Accontentandosi della semplice bozza di testo priva dei dati del proprio mutuo non si dovrà pagare alcunché per averla; se invece si preferisce esaminarla al completo bisognerà pagare alla banca una somma concordata, oppure attendere i giorni precedenti la stipula, quando il contratto di mutuo completo verrà necessariamente predisposto per l’invio al notaio.





LITIGARE CON LA BANCA NON E' PIU' UN LUSSO


Discussioni con la banca? Allo sportello non è sempre facile vedere accolte le proprie lamentele. Fino ad ora ci si poteva rivolgere all’ombudsman bancario, ma la necessità di facilitare l’accesso ad un organo in grado di esprimere pareri imparziali e vincolanti ha indotto la Banca d’Italia a creare la figura dell’Arbitro Bancario Finanziario. Potranno essergli sottoposte le liti che hanno avuto origine a far tempo dal 2007 relativamente a diritti e obblighi, oppure controversie di carattere economico di entità non superiore a 100.000 Euro.

Il ricorso all’ABF implica il pagamento di 20 Euro, rimborsabili in caso di accoglimento anche solo parziale delle proprie ragioni. E’ consentito rivolgersi all’Arbitro nei 12 mesi successivi al reclamo che obbligatoriamente dev’essere stato preventivamente inoltrato alla banca (che ha 30 giorni di tempo per rispondere).

Il modulo per la presentazione del reclamo si può acquisire con estrema facilià all’indirizzo www.arbitrobancariofinanziario.it/ilRicorso/modulistica/modulo.pdf e può essere inviato con raccomandata a.r. o anche per posta elettronica se si dispone di una casella certificata (PEC). L’ABF risponderà entro quattro mesi e in caso di soccombenza della banca essa dovrà applicarne la direttiva entro il mese successivo all’emanazione. In sostanza un’ottima iniziativa per evitare di ricorrere ai costi proporzionalmente improponibili dell’assistenza legale privata.




TOP


Sede legale: Piazza della Repubblica, 10 – 20121 Milano - P.IVA 05093900156 - Sede operativa: Viale Filippo Meda, 11 -20017 Rho (Mi)