Meglio mutuo a tasso fisso o a tasso variabile?

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Marzo 2019. LE RIFLESSIONI DELL'ESPERTO.

Mutui a tasso variabile.
Quando meglio del tasso fisso?


Paura passata. Anzi, marzo ci ha riservato belle sorprese con alcune banche che hanno ritoccato al ribasso i tassi fissi. Tanto che siamo tornati a proporre mutui decennali vicini allo 0,6% fisso!

Sul fronte del variabile massima tranquillità anche per via delle rassicurazioni della BCE che garantiscono ancora per un po' la continuità dei livelli sottozero dell'Euribor (vedi Andamento storico Euribor). Ulteriormente distese anche le previsioni di crescita sul medio-lungo periodo.

In una situazione che non muta, nella scelta di un mutuo a tasso fisso o variabile rimangono perciò valide le considerazioni del passato, da ricondurre primariamente al tema della durata del mutuo.

Che come sempre va ricordato può dipendere dalla sua vita naturale ma anche dalle intenzioni del debitore.

Se cioè mi indebito con un mutuo trentennale per acquistare un piccolo appartamento che prevedo di cambiare entro 5-7 anni per l'evoluzione delle esigenze familiari, la durata residua del mio mutuo non sarà di trent'anni ma di sette! Perché in Italia non esiste la tendenza a trasferire il mutuo da una casa all'altra mentre si procede alla sua estinzione e riapertura.

In casi del genere l'analisi da condurre è un po' più complessa. Infatti potresti essere indotto a scegliere una durata lunga in modo da ridurre la rata, ma in tal caso – soprattutto con un mutuo a tasso fisso – ti troverai a pagare il costo di una tutela a lungo termine che poi non sfrutterai per via dell'estinzione anticipata.

Si tratta di circostanze in cui la scelta del tasso variabile può diventare molto più vantaggiosa. Ma per una valutazione matematica ti raccomandiamo di effettuare qualche valutazione in più sfruttando la pratica calcolatrice che trovi alla fine della pagina delle PREVISIONI EURIBOR. Vedrai che agevolerà le tue riflessioni confrontando i due piani di ammortamento previsionali per rilevare le differenze di spesa dei prossimi 5 anni.

Se invece prevedi di tenere in vita lo stesso mutuo fino alla fine, considera che il tasso fisso resta competitivo e spesso riesce a prevalere già sulle durate decennali. Solo per quelle più brevi il tasso variabile ha la meglio.

Più in dettaglio può dirsi quanto specificato qui sotto rispetto alle diverse casistiche di durata.

NUOVI MUTUI DI DURATA INFERIORE A 10 ANNI

Con tassi di partenza vicini ad un incredibile 0,5% (94 Euro al mese di interessi su un mutuo di 200.000 Euro!) e previsioni per un aumento graduale che arriverà allo 0,5% tra tre anni e all'1,5% tra cinque, il tasso variabile risulta vantaggioso anche rispetto alle strepitose offerte alternative a tasso fisso.

Fatta la sola eccezione di speciali promozioni, come quella che TeleMutuo propone sui mutui per acquisto con rapporto tra mutuo e valore immobiliare entro il 50%, il cui inaudito 0,85% fisso non ammette paragoni di sorta.

NUOVI MUTUI TRA 10 E 15 ANNI

Nonostante i rincari di gennaio, il tasso fisso continua a spadroneggiare con offerte che TeleMutuo colloca intorno all'1,5%, addirittura 1,25% per la durata decennale. Impossibile trovare una soluzione a tasso variabile in grado di competere con proposte di tale tenore.

NUOVI MUTUI DI OLTRE 15 ANNI

Quando un mutuo è molto lungo il debito residuo tarda a decrescere. Soprattutto se l'importo è alto i rischi del tasso variabile vanno valutati con attenzione.

Qualora fosse possibile conquistare un tasso fisso sotto il 2% non si sbaglierebbe di certo. Altrimenti si potrebbe valutare comunque una soluzione a tasso variabile tutelata da clausola di tetto massimo (vedi Mutuo con il Cap).

MUTUI IN CORSO

Per chi ha un mutuo in corso ha senso valutare periodicamente l'ipotesi della surroga. Anche tassi fissi considerati ottimi in passato possono risultare cari rispetto alle offerte del momento.

E il passaggio al tasso variabile potrebbe essere comunque ammissibile prendendo in considerazione la formula a tasso variabile con il Cap (vedi Mutuo con il Cap).

Se esiste la possibilità di ridurre il tasso, una soluzione che può avere conseguenze impensabili è quella di cambiare il mutuo con uno più economico riducendone contemporaneamente la durata. La spiegazione al prossimo sottotitolo mostra perché.

RISPARMIO ESPLOSIVO CON LA RIDUZIONE DI DURATA

Uno degli effetti più sorprendenti sul costo di un mutuo è quello che si scatena riducendo sia tasso che durata, mantenendo quasi invariata la rata. Un esempio rende meglio l'idea.

ESEMPIO: consideriamo un mutuo con debito residuo di 100.000 Euro da pagare ancora per 25 anni al 3% fisso e proviamo a trasformarlo in tasso variabile all'1,5% riducendo nel contempo la durata di 5 anni.

Succede il miracolo! La rata rimane pressoché invariata intorno ai 480 Euro mentre la spesa per interessi si riduce a 1/4! Non hai letto male: esattamente -73%. Certo bisogna considerare che la rata variabile è destinata gradualmente ad aumentare, ma con una riduzione del genere capisci che di spazi ne esistono a dismisura.


Inoltre la durata più corta accelera la riduzione del debito residuo e poiché gli aumenti di tasso incidono su di esso, in questo modo si riduce più rapidamente il loro potenziale effetto sulla rata.

LE PREVISIONI PER I PROSSIMI 5 ANNI

I mercati finanziari prevedono cosa avverrà al tasso variabile nei prossimi 5 anni. Puoi mantenerti aggiornato grazie alla pagina pubblicata da Tele Mutuo sulle PREVISIONI EURIBOR .

Se poi vuoi condividere qualche riflessione con un esperto chiama il n° 800/775.777 o compila la RICHIESTA DI CONSULENZA ON LINE. E ricorda che per te qualsiasi servizio di TeleMutuo sarà sempre gratuito.

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